L’impatto dei risultati è centrato sullo sviluppo, messa a punto e dall’integrazione nella pratica da parte degli stakeholders di filiera dei biosensori e biomarcatori. Il progetto fornisce informazioni per gli operatori del settore sulla relazione tra gestione e benessere, per migliorare le tecniche di gestione per l’ottimizzazione delle condizioni di vita degli animali e delle aspettative dei consumatori. Questo aspetto deve essere preso in considerazione dato la crescente richiesta sociale di animali da reddito sempre più controllati per lo stato di salute e benessere. I risultati della ricerca hanno un effetto all’interno della comunità scientifica (maggiore collaborazione e contaminazione del sapere interdisciplinare, uso più efficiente delle risorse, migliore conoscenza del benessere degli animali da latte), a livello di società (benessere e produttività sono correlati, quindi la sicurezza alimentare sarà migliorata), a livello di consumatori (il benessere è importante per consumatori, quindi aumenterà l’indice di gradimento dei consumatori). Il concetto di controllo individuale e in tempo reale delle condizioni di stress dell’animale permette anche una terapia farmacologica più precisa quando necessaria con un aumento dei profitti per gli allevatori attraverso un minor uso di farmaci che sono necessari per far fronte alle conseguenze di una cattiva gestione del benessere (disturbi metabolici, dolore, trauma). Un’ultima potenziale applicazione è il possibile contributo di questo ricerca nella corsa dell’innovazione tecnologica con possibili implicazioni sui brevetti nel settore zootecnico. I due tipi di biosensori che il progetto promuove e sviluppa sono oggetto di analisi per una possibile protezione brevettuale.